Tutti abbiamo sentito parlare di polveri sottili ma non tutti sanno cosa siano realmente e perchè rappresentino un pericolo per la salute.
Le polveri sottili sono particelle solide e liquide sospese nell’aria che respiriamo. Vengono classificate in base al loro diametro, perchè più sono piccole, più facilmente penetrano in profondità nell’apparato respiratorio, fino a raggiungere gli alveoli polmonari.
Si utilizza il termine PM ( Particulate Matter) per indicare il particolato atmosferico, classificato in base al diametro espresso in micron ( μm). Con un PM10 (diametro ≤ 10 µm,), che è la frazione inalabile, le particelle raggiungono la trachea e i bronchi, mentre con un PM2,5 o minore sono indicate particelle fini che possono arrivare agli alveoli polmonari e entrare nel circolo sanguigno.
Le polveri sottili possono avere origine naturale ( polveri minerali, pollini, eruzioni vulcaniche) oppure origine antropica ( traffico veicolare, industrie,sistemi di riscaldamento e altre attività umane). Nella vita quotidiana è difficile, se non impossibile, evitare completamente il contatto con queste sostanze.
Un’importante fonte di polveri sottili è il fumo di sigaretta, noto per la sua elevata tossicità e pericolosità. Fumare una sigaretta significa inalare un aerosol contenete oltre 4000 sostanze chimiche , tra cui catrame, nicotina e monossido di carbonio.
Le sostanze più pericolose presenti nel fumo di sigaretta sono: la Nicotina che causa dipendenza, accelera il battito cardiaco e aumenta la pressione, il Catrame che contiene numerose sostanze cancerogene che si depositano nei polmoni e il Monossido di carbonio che riduce l’ossigeno nel sangue, danneggiando cuore e vasi sanguigni.
Anche le sigarette elettroniche non sono innocue, soprattutto se usate nel lungo periodo. È vero che riducono il numero di sostanze tossiche inalate rispetto alle sigarette tradizionali (non sono presenti catrame e monossido di carbonio), ma la nicotina non viene eliminata e continua a mantenere la dipendenza, con i suoi effetti collaterali.
Quando le polveri sottili riescono a superare le difese localizzate a livello del naso, della bocca, della trachea e dei bronchi e raggiungono agli alveoli, possono entrare nel flusso sanguigno.
La prima conseguenza è l’infiammazione che può essere acuta se l’esposizione è sporadica oppure cronica quando il contatto è continuo come nei lavoratori esposti o nei fumatori.
L’infiammazione acuta stimola la secrezione di sostanze come l’istamina e il cortisolo, , con una conseguente vasodilatazione locale che favorisce l’afflusso delle cellule immunitarie preposte alla difesa. Una volta risolto il problema l’organismo avvia i processi di riparazione , che possono causare cicatrici più o meno evidenti.
Quando lo stimolo nocivo si ripete nel tempo, l’infiammazione diventa cronica. La produzione persistente di cortisolo favorisce l’insorgere di insulino-resistenza e l’aumento dello stress ossidativo che non riesce ad essere corretto. Abbiamo una continua produzione di sostanze antiinfiammatorie che, a lungo andare, provocano un ispessimento delle mucose delle vie aeree con riduzione del calibro delle stesse e diminuzione del flusso di aria e dello scambio ossigeno -anidride carbonica a livello polmonare. Avremo dunque una minor ossigenazione del sangue e degli organi. Si verifica inoltre un’alterazione dell’equilibrio REDOX che porta a sofferenza cellulare fino alla morte delle stesse. Il numero di alveoli diminuisce, si formano cavità più ampie e la superficie di scambio aria sangue si riduce drasticamente, causando ipo ossigenazione del sangue e degli organi.
All’inizio siamo asintomatici ma col tempo compaiono prima tosse e dispnea progressiva fino ad arrivare ad asma, bronchiti croniche, infezioni respiratorie ricorrenti. Aumenta anche il rischio di tumori delle vie respiratorie, di malattie cardiovascolari (infarto, ictus) e di altre patologie sistemiche. I bambini, gli anziani e i soggetti fragili sono particolarmente vulnerabili.
Smettere di fumare produce benefici rapidi e progressivi:
• dopo 20 minuti la frequenza cardiaca e la pressione del sangue si riducono;
• entro 12 ore il livello di monossido di carbonio nel sangue si stabilizza;
• entro 12 settimane migliorano la circolazione del sangue e la funzione polmonare
• entro un anno il rischio di infarto si dimezza;
• entro 15 anni il rischio cardiovascolare diventa simile a quello di un non fumatore.
