Come detto il consumo eccessivo e cronico di alcool è una delle cause principali di malattie epatiche . Si passa dalla steatosi epatica, alla epatite alcolica ( favorita dal binge drinking) fino alla fibrosi, alla cirrosi e, nei casi più gravi alla neoplasia epatica.

Il fegato è costituito da cellule specializzate chiamate epatociti.

Questo organo svolge un ruolo fondamentale: determina quali nutrienti trasformare in energia, quali immagazzinare ( come vitamine, minerali…)e quali eliminare, tra cui  alcol, farmaci, sostanze di scarto potenzialmente tossiche.

Prendersi cura del fegato è fondamentale per mantenere una buona salute generale.

Nelle fasi iniziali delle malattie epatiche il paziente è spesso asintomatico. Con il tempo, tuttavia, si possono manifestare stanchezza e debolezza ittero nausea e vomito con perdita dell’appetito, confusione mentale  fino ad arrivare ai gonfiori delle gambe e all’ascite.

Alcune cellule epatiche muoiono ogni volta che l’organo metabolizza l’alcol ma il fegato è molto resistente  e di solito è in grado di rigenerarsi.

Il consumo regolare di alcol per molti anni può ridurre progressivamente questa capacità, causando gravi e permanenti danni

L’alcol è anche una sostanza neurotossica che danneggia direttamente le cellule cerebrali (neuroni), causandone la morte e compromettendo le connessioni sinaptiche, in particolare in aree fondamentali come l’ippocampo (memoria) e il cervelletto (coordinazione) e il sistema meso-limbico corticale che regola il tono dell’umore e i comportamenti  motivazionali necessari per far perdurare la specie.

Quando questo sistema si altera, reagisce con l’alcol in modo simile a quanto accade con sostanze come eroina,  cocaina o benzodiazepine. In queste condizioni smettere di bere o di drogarsi diventa difficilissimo:  l’astinenza è guidata da circuiti nervosi non sotto il controllo volontario, trasformando l’abuso in una vera e propria malattia.

Dopo un episodio di abuso acuto di alcol, si stima che si possano perdere,a livello cerebrale, fino 100.000 neuroni che non vengono più sostituiti

Il consumo cronico o eccessivo può portare ad atrofia cerebrale, invecchiamento precoce del cervello, deficit cognitivi, demenza e un aumento del rischio di disturbi.

Tornando al fegato, possiamo  immaginarlo come un filtro che deve metabolizzare tutto ciò che mangiamo e che viene assorbito dall’intestino. Se lo sovraccarichiamo gli epatociti vanno in sofferenza. Il processo di metabolizzazione, però, non si interrompe mai:  ciò comporta una produzione massiccia di radicali liberi, che danneggiano le membrane cellulari, il DNA , le proteine e i mitocondri favorendo l’ invecchiamento precoce e l’insorgenza di malattie. Le cellule stanno morendo per fame di energia.

Si instaura così uno stato di infiammazione cronica, che può estendersi a tutto l’organismo.

Il fegato impiega tempo per smaltire le sostanze presenti nel sangue e non sempre riesce a metabolizzare tutti i grassi, che finiscono per accumularsi al suo interno, dando origine alla steatosi epatica che rallenta ulteriormente il suo lavoro di metabolizzazione.

In sintesi, inizialmente il fegato cerca di metabolizzare tutto ciò che riceve, ma progressivamente le sue cellule diventano sofferenti. L’alcol viene trasformato in acetaldeide, una sostanza altamente tossica, classificata come cancerogena certa per l’uomo.

La produzione continua di radicali liberi compromette la funzionalità cellulare e mitocondriale, causando una vera e propria “fame energetica” delle cellule.

Il fegato, in stato di sofferenza, rilascia citochine infiammatorie che si diffondono attraverso il sangue, coinvolgendo diversi organi e sistemi: cervello, intestino, pelle e sistema immunitario, con una conseguente riduzione delle difese.

Inoltre, l’incapacità di smaltire i grassi porta al loro accumulo, aggravando ulteriormente la funzionalità epatica.

Quando l’effetto dell’alcol svanisce, il problema non è più l’alcol in sé, ma le scorie tossiche che ha lasciato nell’organismo. Se il fegato non riesce a neutralizzarle, queste rimangono in circolo, alimentando uno stato infiammatorio persistente.

Tutto questo avviene mentre la percezione soggettiva è che tutto sia tornato normale, rendendo facile esporsi a nuovi sovraccarichi.

E’ dunque fondamentale sostenere il fegato evitando di sovraccaricarlo m e fornendogli ciò di cui ha bisogno: energia e sostanze antiossidanti, utili a contrastare i radicali liberi.