Questa prima parte del mio intervento sull’alcool può sembrare la ripetizione di concetti già noti, ma la ritengo fondamentale per comprender meglio il prossimo articolo. nel quale approfondirò le conseguenze che l’alcool provoca nel nostro organismo.

L’alcool è una sostanza chimica organica.

Nel linguaggio comune con il termie alcol si intende principalmente l’etanolo: una sostanza incolore, volatile e infiammabile, prodotta dalla fermentazione degli zuccheri contenuti in frutta, cereali o tuberi. Attraverso il processo di distillazione è possibile aumentarne la concentrazione.

Le bevande alcoliche sono costituite per la maggior parte da acqua e, in percentuale variabile, da alcol etilico.

E’ importante ricordare che l’alcol è una sostanza estranea all’organismo umano: non è un nutriente essenziale e viene metabolizzato come una sostanza tossica a qualsiasi dose.

Ad oggi non esiste una quantità di alcol che abbia dimostrato di incrementare l’aspettativa di vita.

Una volta ingerito lo stomaco ne assorbe il 15-25%, mentre l’intestino tenue assorbe la quota restante distribuendolo poi nel corpo tramite il circolo sanguigno, in particolare nel fegato e nei tessuti ricchi di lipidi come il sistema nervoso centrale. Il fegato è in grado di metabolizzare circa 10 grammi di alcool all’ora, sono quindi necessarie circa 2,5 ore per eliminare l’alcol contenuto in 500 ml birra.

L’alcol puro apporta 7 kcal per grammo ma se nelle bevande sono presenti anche zuccheri, le calorie assorbite aumentano, favorendo l’accumulo di tessuto adiposo. Solo il tempo permette l’eliminazione dell’alcol dall’organismo. In media, dopo l’assunzione di un bicchiere, l’alcolemia raggiunge il picco massimo dopo circa un’ora (30’ se si è a digiuno) e successivamente inizia a diminuire. Occorre calcolare approssimativamente un’ora e mezza per ogni Unità Alcolica assunta.

Un’unità alcolica (U.A.) corrisponde a circa 12 grammi di alcol puro (etanolo) ed è una misura standard che consente di uniformare il consumo tra diverse bevande.
E’ rappresentata da un bicchiere di vino (125 ml), una lattina di birra (330 ml) o un bicchierino di superalcolico (40 ml) a gradazione media, un bicchierino da aperitivo da 80 ml( ad es. a 18° )

Le unità alcoliche sono utili per definire il consumo moderato consigliato: negli uomini 2-3 U.A. al giorno, nelle donne 1-2 U.A. al giorno e negli anziani 1 U.A. al giorno. Questa misura standard aiuta a comprendere il reale impatto dell’alcol sull’organismo, indipendentemente dal tipo di bevanda, e consente di distinguere un consumo a basso rischio da uno problematico come il binge drinking (abbuffata alcolica). Quest’ultimo è definito come l’assunzione di grandi quantità di alcol in un breve lasso di tempo (solitamente 5 o più unità per gli uomini, 4 o più per le donne in 1-2 ore) con l’obiettivo di ubriacarsi rapidamente. Si tratta di un comportamento a rischio, diffuso soprattutto tra i giovani.

Il consumo di alcol a rischio è definito, per ciascun sesso, in base alla frequenza, alla quantità ingerita e al pattern di consumo, negli ultimi 30 giorni. E’ considerato un bevitore chi ha consumato bevande alcoliche almeno una volta negli ultimi 30 giorni.

Un forte bevitore è: un uomo che, negli ultimi 30 giorni ha consumato in media 3 o più unità alcoliche al giorno o una donna che, negli ultimi 30 giorni ha consumato in media 2 o più unità alcoliche al giorno.

E’ definito bevitore binge : un uomo che, negli ultimi 30 giorni, ha consumato almeno una volta 5 o più unità alcoliche in una unica occasione o una donna che, negli ultimi 30 giorni, ha consumato almeno una volta 4 o più unità alcoliche in una unica occasione.

Fino ai 15 anni i giovani non possiedono ancora gli enzimi necessari per metabolizzare l’alcol: pertanto è essenziale evitare le bevande alcoliche almeno fino a 16 18 anni. L’ideale sarebbe rimandare fino a 21 anni, poichè il cervello non è completamente sviluppato prima dei 22-25 anni. Un consumo precoce di alcool può alterare lo sviluppo di numerose vie e connessioni neuronali cerebrali.

La quantità consigliata di unità alcoliche è inferiore nelle donne perché esse assorbono e metabolizzano l’alcol in modo meno efficiente rispetto agli uomini a causa di una minore quantità di acqua corporea, di una percentuale di grasso più elevata e di una minore produzione dell’enzima alcoldeidrogenasi (ADH). A parità di assunzione, le donne raggiungono una concentrazione di alcol nel sangue (BAC) più elevata e subiscono effetti maggiori.